La nagar motha : proprietà e come riflessare i capelli di castano

La nagar motha è una pianta perenne, appartenente al genere Cyperaceae, che cresce spontaneamente nelle zone tropicali, subtropicali e nei climi temperati. Originaria dell'India, da noi cresce in maniera spontanea e si riproduce molto rapidamente soprattutto nelle zone umide, tanto da essere considerata dai contadini una vera e propria erba infestante. Ma la nagar motha è soprattutto una pianta officinale, dal cui rizoma si ricava una polvere ricchissima in tannini, sostanze antiossidanti e antimicotiche in grado di apportare notevoli benefici sia alla pelle del viso che alla capigliatura.

PROPRIETA' DELLA NAGAR MOTHA

Molto usata nella medicina popolare cinese, araba e ayurvedica, la nagar motha ha tantissimi nomi : in sanscrito è denominata "Musta" o "Mustak", in cinese "Shacao", in arabo è chiamata "Soad" o "Soadekufi" , in inglese "Nut grass".

Nell'Inci comunque la troviamo sempre e unicamente sotto la denominazione botanica di Cyperus Rotundus. Ha un caratteristico colore marroncino e un profumo molto intenso e speziato, simile all'incenso. Se applicata sul viso, sotto forma di maschera per circa 15 minuti, lo purifica dalle imperfezioni, rendendo la pelle più liscia e compatta, attenuando le macchie e illuminando l'incarnato. Se applicata sui capelli, riesce a riflessarli o colorarli delicatamente di castano, oltre ad esercitare notevoli benefici sulla chioma.

Schematizzando, sui capelli la nagar motha ha proprietà :

• adattogene

• volumizzanti

• lucidanti

• rinforzanti

• condizionanti

• ammorbidenti

• pulenti

• purificanti

Cosa vuol dire proprietà adattogena? Significa che la nagar motha ha la straordinaria peculiarità di adattarsi perfettamente alle caratteristiche del nostro cuoio capelluto, ristabilendo la sua condizione fisiologica, attraverso l'inibizione dell'attività delle ghiandole sebacee nel caso in cui vi sia un' eccessiva produzione di grasso , o, al contrario, stimolandone la relativa azione laddove questa risulti insufficiente. La peculiarità di essere una pianta adattogena è davvero ciò che contraddistingue la nagar motha rispetto alle altre erbe, tintorie e non. Generalmente, infatti, le polveri ayurvediche svolgono sì una funzione seboregolatrice, nel senso che sono in grado di ridurre l'eccesso nella produzione di sebo da parte delle relative ghiandole del cuoio capelluto, ma non riescono a intervenire qualora si verifichi l'eventualità opposta, ovvero qualora le suddette ghiandole lavorino poco, determinando la secchezza della cute e di conseguenza della capigliatura stessa.

Come detto, la nagar motha riesce a riflessare i capelli di castano o, nel caso di capelli chiari, a colorarli di questa tonalità. Il suo potere colorante risulta però piuttosto blando, poichè, analogamente al mallo di noce, la nagar motha contiene un pigmento riflessante e non pienamente tintorio.

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COME UTILIZZARLO SUI CAPELLI

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Attraverso applicazioni ripetute nel tempo, la nagar motha riesce a scurire soprattutto i capelli chiari, fino a colorarli di una gradevole tonalità castano/nocciola. È sufficiente sciogliere la polvere tintoria in acqua calda, fino a formare una pastella cremosa, omogenea e uniforme, della stessa consistenza dello yogurt. L'impacco va applicato sui capelli, indifferentemente asciutti o bagnati, purchè siano puliti, per consentire l'azione ottimale del pigmento colorante. È consigliabile inoltre evitare di usare oggetti e utensili in metallo, per non alterare le proprietà della polvere.

Trascorsi circa 15 minuti, si può procedere all'applicazione. La pastella va distribuita sull'intera lunghezza dei capelli, dalle radici alle punte. Al termine, la capigliatura va coperta con una cuffia o con della pellicola trasparente, allo scopo di mantenere l'umidità dell'impacco e preservarne il potere tintorio. Quest'operazione è importantissima, poichè qualora si seccasse, la pastella smetterebbe di colorare.

La tinta va tenuta in posa dai 20 ai 90 minuti, a seconda dell'intensità di colorazione desiderata. Al termine si consiglia di effettuare il risciacquo acido, che ha lo scopo di chiudere le squame del capello, lucidandolo e fissando al meglio il colore. Si aggiunge una sostanza acida, quale aceto o succo di limone all'acqua dell'ultimo risciacquo, si massaggiano leggermente i capelli e si procede quindi alla normale asciugatura.

Nagar motha e Cassia

Se abbiamo i capelli chiari e non desideriamo scurirli eccessivamente, possiamo diluire la capacità tintoria della nagar motha in una miscela con la cassia, erba non tintoria dallo straordinario potere ristrutturante e rigenerante. In questo modo riusciremo ad utilizzare il potere colorante della nagar motha, beneficiando altresì di tutte le sue proprietà, prima fra tutte la sua azione adattogena, in combinazione agli eccezionali benefici apportati dalla cassia.

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Nagar motha e capelli bianchi (Hennè)

Su una base mediamente castana, la nagar motha è in grado di rilasciare riflessi nocciola/caffé, ravvivando le nostre nuances naturali, mentre sui capelli molto scuri quest'erba agisce ben poco. In ogni caso la tinta conferita da questa polvere tende a scaricare rapidamente. Inoltre, la nagar motha non riesce a coprire i capelli bianchi, in quanto su di essi rilascia un colore che virerà su toni grigio spenti che tenderà a svanire nel giro di pochi lavaggi. Per questi motivi, come nel caso di altre erbe tintorie, è consigliabile utilizzarla in sinergia con altre polveri in modo da garantirne l'efficacia tintoria e prolungarla nel tempo. Soprattutto laddove vi sia la necessità di copertura dei capelli bianchi, la nagar motha deve essere usata in combinazione con l'hennè.

L'hennè infatti è l'unica erba tintoria in grado di coprire i capelli bianchi in maniera permanente, poichè la sua molecola, il lawsone, è l'unica molecola in grado di legarsi stabilmente alla cheratina del capello, stratificando sul fusto.

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Se addizionata alla lawsonia, inoltre, la nagar motha è in grado di smorzarne i riflessi rossi e ramati. Da ultimo, la miscela di hennè e nagar motha garantirà un effetto tintorio più efficace e più duraturo nel tempo, in quanto il lawsone fungerà da mordente per l'azione della nagar motha sui capelli. Ma in questo caso i riflessi ottenuti e la colorazione finale, capelli bianchi compresi, vireranno su una tonalità di rosso, magari freddo, ma comunque rosso. Come detto, la nagar motha contiene solo un pigmento riflessante, che non è in grado di scurire il rosso dell'hennè fino a trasformarlo in castano.

Copertura dei bianchi e colore castano Katam e Indigo

Se vi è la necessità di coprire i capelli bianchi e al contempo si vuole ottenere un colore castano, è necessario aggiungere al composto tintorio un'erbetta scurente, quale il katam o l' indigo.

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In questo modo riusciremo a far virare la lawsonia verso tonalità castano/nocciola. Da sola, come detto, la nagar motha riesce solo a riflessare i capelli, ma non è in grado di rilasciare un pigmento colorante castano. In presenza di molecole di lawsonia, erba dal forte potere tintorio, la nagar riesce soltanto a contrastarne l'azione, spegnendone le sfumature arancioni e ramate, ma non è in grado di far virare il colore verso tonalità castano/brune. Per ottenere quest'effetto, bisogna aggiungere al composto un'erbetta tintoria scurente, vale a dire katam o indigo.

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In questo caso, la lawsonia garantirà la completa e duratura copertura dei capelli bianchi, fungendo altresì da vettore per le altre erbe, la colorazione castana sarà rilasciata da katam o indigo, mentre la nagar motha accentuerà i riflessi nocciola,

conferendo al contempo maggior corpo e profondità alla tinta finale.

A titolo puramente esemplificativo, su una base mediamente castana, un buon mix potrebbe essere costituito da un 40% di erbetta scurente, 30% di hennè e 30% di nagar motha. Si tratta, ovviamente, di percentuali puramente indicative, che possono e devono cambiare a seconda dei diversi casi. Il risultato ottenuto varierà in funzione di una serie di fattori, tra cui la colorazione di base, la porosità del capello e la percentuale di bianchi. In questo caso specifico, ad esempio, si può aumentare la quantità di hennè in presenza di una notevole percentuale di capelli bianchi, oppure, se si desidera un effetto più chiaro, si può diminuire la percentuale di erbetta scurente , o magari si può diluire il potere tintorio complessivo della miscela con l'aggiunta di una piccola percentuale di cassia.

L'importante è che il quantitativo di polvere scurente risulti comunque superiore rispetto alla percentuale di nagar motha , poichè sono rispettivamente il katam o l'indigo a conferire la colorazione castana. La nagar motha riesce solo a smorzare i riflessi dell'hennè e ad accentuare le sfumature nocciola della tonalità finale, oltre a svolgere un'importantissima funzione adattogena. In ogni caso, onde evitare colorazioni poco gradite, prima di applicare qualsiasi tinta o miscela, è opportuno attenersi alla regola aurea delle erbe tintorie, che consiste nell' eseguire un test preliminare su una ciocca nascosta di capelli, ad esempio dietro la nuca.

Nell'ambito delle tinte naturali, è di fondamentale importanza conoscere le singole caratteristiche delle diverse erbe e non prefiggersi immediatamente un risultato esatto. Bisogna avere pazienza e voglia di sperimentare. L'universo delle erbe tintorie è governato da logiche che non sono assolutamente paragonabili a quelle che regolano le tinte chimiche. Un'adeguata conoscenza delle caratteristiche delle singole erbe, supportata da una discreta esperienza in materia ci consentirà di padroneggiare al meglio questo mondo e di muoverci al suo interno con estrema dimestichezza. Se sapremo aspettare, senza scoraggiarci dopo la prima applicazione, se riusciremo a far tesoro soprattutto dei risultati non esattamente conformi alle nostre attese, la nostra capigliatura ne trarrà estremo giovamento. Avremo capelli naturalmente morbidi, voluminosi, lucidi e setosi, con un colore mai piatto, ma multiforme e ricco di differenti tonalità, meravigliosamente originale e semplicemente unico.

Angela Petrella 

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