I polli allevati per la loro carne sono stati selezionati geneticamente negli anni per crescere il più possibile e il più in fretta possibile. Vivono solo 48 giorni, vessati dalla sofferenza negli allevamenti intensivi
Cosa accadrebbe se i consumatori potessero vedere cosa c’è davvero dietro la carne di pollo italiana? A lanciare la provocazione con una nuova “etichetta” creata ad hoc è Animal Equality, l’associazione che da anni denuncia attraverso le sue inchieste e investigazioni lo sfruttamento degli animali e gli orrori degli allevamenti intensivi.
Tutte informazioni che ad oggi sono ben nascoste e non troverete mai sul packaging della carne venduta nei supermercati. E se questo venisse raccontato in etichetta? Cosa troveremmo scritto?
Ve lo abbiamo raccontato tantissime volte, i polli sono gli animali più sfruttati del Pianeta, ne vengono macellati oltre 500 milioni ogni anno solo in Italia. La razza più utilizzata per l’allevamento è la razza Broiler, questi animali sono stati selezionati negli anni per crescere molto e molto rapidamente: oggi un pollo può raggiungere il peso di macellazione – tra i 3 e i 4 kg – dopo circa 50 giorni di vita. Ma non solo.
Come denuncia l’associazione:
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“I polli allevati per la loro carne sono stati selezionati geneticamente negli anni per crescere il più possibile e il più in fretta possibile. Questa selezione li ha condannati a vivere una vita di estreme sofferenze, sofferenze ulteriormente aggravate dalle condizioni in cui sono costretti a vivere negli allevamenti”.
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Quella dei polli è una vita molto breve: 48 giorni di sofferenza fino alla macellazione.
“Dopo le prime settimane di vita i polli allevati per la loro carne sono già cresciuti così tanto che non riesco più ad alzarsi da terra – spiega ancora l’associazione- le loro zampe iniziano a piegarsi sotto il peso del loro corpo. Alcuni polli si accasciano e non si rialzano più”.
In questo video, alcuni polli si accasciano e non si rialzano più:
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In una inchiesta, Animal Equality mostra le ripercussioni di questa crescita smisurata: animali imprigionati nel loro stesso corpo perché la crescita troppo rapida non permette ai muscoli di svilupparsi adeguatamente e i polli spesso sono costretti all’immobilità, le loro zampe non sopportano il peso del loro stesso corpo, si rompono o si deformano… nemmeno gli organi interni riescono a sopportare questa crescita esagerata e i polli spesso soffrono di problemi respiratori o insufficienze cardiache.
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La legge italiana per la protezione degli animali negli allevamenti specifica chiaramente che devono essere adottate “misure adeguate per garantire il benessere dei propri animali e affinché non vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni inutili”. Ma purtroppo la realtà è un’altra: non ci sarà benessere fino a quando sarà permesso di allevare animali predisposti geneticamente a soffrire.
Fonte: Animal Equality
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