Nell'Unione europea manca ancora una figura istituzionale che si occupi della tutela dei diritti degli animali, d'allevamento e non. Raccolte oltre 160mila firme per colmare questo grave vuoto
Sfruttati, torturati, rinchiusi in tristi gabbie e trasportati sui camion come se fossero merce: è questo l’inferno che sono costretti a subire milioni di animali che vengono allevati sul territorio europeo. Spesso e volentieri, infatti, le norme vengono violate da allevatori e operatori e maiali, galline e conigli non hanno alcuno strumento per difendersi. L’unica via è arrendersi alla crudeltà umana.
Per provare a dare voce a tutte questi esseri senzienti (ma anche agli animali d’affezione) il cui grido di dolore viene ignorato una rete di cittadini e associazioni di tutta Europa hanno lanciato la campagna #EUforAnimals al fine di chiedere l’istituzione di un Commissario euroeo per il benessere animale, attribuendo esplicitamente questa responsabilità al Commissario per la salute e la sicurezza alimentare, che al momento non ha questa mansione.
L’iniziativa, lanciata lo scorso anno, ha ottenuto numerose adesioni fra i cittadini europei: finora a firmare sono state oltre 260mila persone (per aderire CLICCA QUI).
Perché è necessaria questa figura in Europa
Il benessere animale è un tema che sta molto a cuore di un numero crescente di italiani. Di recente anche il consigliere regionale toscano e attivista Iacopo Melio ha presentato una mozione a sostegno di #EUforAnimals, chiedendo alla Giunta regionale di farsi portavoce al Governo e a livello europeo dell’urgenza di avere un Commissario che si occupi anche del benessere degli animali per vedere maggiormente tutelati i loro diritti.
I motivi per cui la figura di un Commissario europeo del benessere animale è fondamentale sono diversi:
- Siamo ancora troppo indietro sul fronte della tutela dei diritti animali: è dal 1974 che in ambito europeo vengono proposte normative specifiche in materia di benessere degli animali e fin dai primi anni ‘90 sono in vigore leggi fondamentali per la progressiva messa al bando di pratiche di allevamento crudeli, quali la stabulazione fissa, l’uso di recinti individuali per scrofe e le tradizionali gabbie in batteria per la produzione di uova. Per molte specie, però, non è ancora previsto alcun tipo di normativa specifica, quindi sono esposti continuamente a rischi
- Diversi Stati hanno già dato il buon esempio: in alcuni Paesi mebri dell’Ue il benessere degli animali non rientra più nelle competenze del Ministero dell’Agricoltura. Dal 2014, nei tre governi regionali del Belgio è stata assegnata ai ministeri una denominazione che annovera il benessere degli animali come una delle loro competenze principali, facilitando cosi l’adozione e l’attuazione di normative e politiche più progressiste.
- La sete di profitti non dovrebbe mai prevalere sul rispetto degli esseri viventi: l’eccessiva influenza degli interessi economici delle lobby e delle multinazionali della carne hanno spesso ritardato la corretta applicazione e l’aggiornamento della normativa vigenteo. Un esempio? Il crudele trasporto di animali vivi, ancora lecito in Europa. In questo contesto, il Commissario responsabile del benessere degli animali rappresenterebbe un’importante svolta
- Lo chiedono i cittadini europei: attraverso diversi sondaggi condotti negli ultimi anni il popolo europeo ha dimostrato di essere interessato alla tutela della salute psicofisica degli animali
Purtroppo la nomina di un commissario europeo che si dedichi al benessere animale non farà sparire tutto l’orrore a cui sono sottoposti suini, vitelli e altre specie. Ma sarebbe già un buon inizio.
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Fonte: #EUforAnimals
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