Tra i sampietrini di Piazza Navona è tornata a crescere l'erba. La storica piazza, vista a distanza, sembra quasi un prato verde
Una distesa verde. Così appare a distanza Piazza Navona, a Roma. Tra i sampietrini l’erba sta letteralmente recuperando terreno ed è tornata a crescere indisturbata.
Se l’Italia e gli italiani si sono fermati per contrastare la diffusione del coronavirus, la Natura si sta riprendendo i propri spazi. Lo hanno fatto e lo stanno facendo gli animali, come i delfini tornati a nuotare nei porti delle nostre città, le lepri e conigli che corrono nei parchi di Milano, le anatre che sguazzano nelle storiche fontane della capitale e che passeggiano sul lungotevere.
Ma anche il più silenzioso mondo vegetale sta occupando gli spazi che gli erano stati tolti dall’uomo. Ed è così che una delle più celebri piazze romane, costruita dalla famiglia Pamphili con la forma tipica di un antico stadio, si sta trasformando in una sorta di prato.
Ai piedi della Fontana dei Quattro Fiumi realizzata da Gian Lorenzo Bernini e situata al centro della piazza si può ammirare ma anche nei pressi degli storici palazzi che la circondano, non vi è solo grigio.
Piazza Navona, Roma.Liberata da milioni di calpestii, l’erba cresce tra i sampietrini.Crediti Roma ad Hoc
Posted by Flavia Poli on Wednesday, April 1, 2020
Nello spazio tra un sampietrino e l’altro infatti l’erba cresce rigogliosa. Il motivo è semplice: non c’è nessuno a calpestarla, né turisti né cittadini.
La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza.(Lao Tzu)Piazza Navona 2 Aprile 2020Ph Andrea Bagatta
Posted by Andrea Petrella on Thursday, April 2, 2020
Una Piazza Navona insolitamente vuota è uno spettacolo triste ma se riusciamo a vedere la bellezza oltre le apparenze, lasciandoci guidare anche dall’ottimismo, possiamo pensare che il grigio sta lasciando il posto al colore, al verde, festeggiando una primavera a uso esclusivo di piante e animali.
LEGGI anche:
Roma è deserta, mamma anatra e i suoi anatroccoli camminano per strada sul Lungotevere
Da Cagliari a Trieste: nel silenzio dei porti italiani, sono arrivati i delfini ?