Cane Angelo: chiesti 16 mesi di reclusione per i suoi aguzzini

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Un gesto crudele e ingiustificato che meriterebbe ('solo') una condanna di un anno e 4 mesi di reclusione ciascuno per i quattro ragazzi accusati di aver seviziato e ucciso il cane Angelo a Sangineto, in Calabria.

Ma per sapere il verdetto, bisognerà aspettare la seconda udienza del processo rinviata al prossimo 26 maggio. Nel frattempo, il giudice ha rigettato la richiesta di “messa alla prova” avanzata da due degli imputati, Fusaro e Liparoto, negando quindi la possibilità di fare lavori “socialmente utili”, ma di fatto rimandandoli al rito abbreviato insieme ai fratelli Bonanata.

Una buona notizia, perché se il giudice avesse accolto la richiesta, il processo sarebbe stato sospeso e il reato si sarebbe estinto al termine della misura alternativa disposta dal giudice a carico degli imputati.

Il pm del Tribunale di Paola ha definito il loro gesto “crudele e ingiustificato”, anche in considerazione del fatto che il cane non era mai risultato pericoloso per nessuno. Fuori dall’aula sit-in di protesta contro i quattro ragazzi Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Francesco e Luca Bonanata.

Ricordiamo, infatti, che la storia del cane Angelo è arrivata nel cuore di tanti. Una storia di ordinaria follia dove un animale viene picchiato, seviziato e barbaramente ucciso per fare un video da postare sui social network.

Immagini che hanno avuto l’effetto contrario rispetto a quello ipotizzato dai quattro colpevoli della morte di Angelo, spingendo gli utenti a denunciare la crudeltà di un gesto fuori luogo. Sono nati gruppi come “L’Urlo di Angelo” ed è stata lanciata una petizione online per chiedere che i fautori non rimangano impuniti.

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Ma Angelo ha anche il sostegno di una moltissime associazioni che sono arrivate a Paola, dove si svolge il processo, per rivendicare i diritti degli animali e chiedere una giusta e severa condanna per i quattro giovani.

Speriamo che nella sentenza del 26 maggio si faccia finalmente #GIUSTIZIAPERANGELO

Dominella Trunfio