Il ciclone Yasa devasta le Isole Fiji, finora accertati 4 morti tra cui un bambino di soli 3 mesi, e 23mila sfollati
Dopo Harold, le Fiji sono state devastate negli scorsi giorni da un nuovo terribile ciclone, Yasa, di categoria 5, con venti fino a 345 km orari.
Photos slowly emerging from across Fiji as #TCYasa crushes its SDG progress ; a home, a school; a farm; an island at a time. @FijiPM “this cannot be normal”. 🙏🏽 with Fijians 🇫🇯 across the Eastern islands facing Supercyclone Yasa now. pic.twitter.com/QE8nlYUSup
— Satyendra Prasad (@sprasadfj) December 17, 2020
To all the families in #Fiji and islands affected by #CycloneYasa – the @UN is with you – working with government and humanitarian partners to support communities. pic.twitter.com/qqkWXMI9LR
— Amina J Mohammed (@AminaJMohammed) December 19, 2020
Il ciclone ha provocato inondazioni e smottamenti con danni a numerosi edifici, interruzione della corrente elettrica, alberi a terra e detriti ovunque. Interi villaggi sono stati spazzati via, per non parlare dei raccolti agricoli e del bestiame, che hanno subito enormi perdite.
#Fiji and other #Pacific island-nations have long warned of the existential threat of #climatechange.
That message is more urgent than ever, in the devastating wake of Tropical Cyclone #Yasa.
The @UN family, including @UNFPAPacific, are supporting the humanitarian response. pic.twitter.com/ALg2vWUzdw
— UNFPA Asia and the Pacific (@UNFPAAsiaPac) December 18, 2020
Molte persone sono riuscite a mettersi in salvo prima del suo arrivo grazie agli avvisi delle autorità che avevano prontamente segnalato alla popolazione di trovare riparo in strutture adeguate. Ma non tutti hanno fatto in tempo. Finora sono state confermate 4 vittime, tra cui un bambino di 3 mesi, e 23mila sfollati.
Tra le province più colpite quella di Bua, nell’isola di Vanua Levu, dove la Croce Rossa è al lavoro. Il pericolo ora più temuto riguarda il diffondersi di gravi malattie e malnutrizione. Diverse organizzazioni stanno aiutando le isole Fiji a rimettersi in piedi, tra queste Save the Children e l’Unicef, impegnate a raggiungere migliaia di famiglie e bambini in difficoltà.
FONTE: Abc
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