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La Dieta Mediterranea è ufficialmente patrimonio dell'Umanità. E' arrivato l'Ok dal comitato intergovernativo dell'ente riunito in questi gironi a Nairobi che inserisce a pieno titolo la dieta mediterranea tra gli elementi culturali immateriali dell'Unesco insieme alla gastronomia francese. Ad annunciarlo Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali: "Finalmente l'alimentazione Mediterranea è stata approvata all'unanimità. Questo è un grande traguardo per il nostro Paese"

Un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare, motivo di orgogio per l'intero Paese, come ci ha tenuto a sottolineare anche il ministro Galan. "La proclamazione della Dieta Mediterranea, quale stile di vita sostenibile basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari, rappresenta una svolta epocale nel processo di valorizzazione di usi e costumi legati alle diete alimentari dei vari popoli".

La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo”, si legge nella decisione del Comitato di valutazione per l’iscrizione dell’Unesco - “la dieta mediterranea (da greco diaita, o stile di vita) comprende molto più che il solo cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed eventi festivi. Essa ha dato alla luce a un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende”.

E per festeggiare l'iscrizione è stata organizzata oggi dalla Coldiretti una maxispaghettata “doc” al Campidoglio di Roma che ha piacevolmente coinvolto cittadini e turisti del centro.

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La dieta mediterranea - secondo l’Unesco - è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, i cui ingredienti principali sono olio di oliva, cereali, frutta e verdura, fresche o secche, una parte moderata di pesce, prodotti lattiero-caseari e carne, numerosi condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusioni, sempre nel rispetto delle convinzioni di ogni comunità.

La candidatura della dieta mediterranea, presentata sette mesi fa da Italia, Spagna, Grecia, e Marocco, oltre a “garantire la trasmissione alle generazioni più giovani e a promuovere la consapevolezza della dieta mediterranea potrebbe dare maggiore visibilità alla diversità del patrimonio culturale immateriale e favorire il dialogo interculturale a livello regionale e internazionale”. Oltre che favorire l'esportazione.
La Coldiretti, ha, infatti, fatto notare come proprio in questi ultimi sette mesi i prodotti base del Made in Italy – e quindi della dieta mediterranea – abbiano registrato un grande successo di vendite, che si è tradotto in un incremento del 9% delle esportazioni.  

In particolare, registrano un’impennata le vendite degli ortaggi, che hanno segnato un +20% in termini di quantità esportate, seguiti dalla frutta (che hanno evidenziato un aumento del 18%), olio di oliva (+10%) e naturalmente il vino (+1%). Alcuni incrementi sono stati contenuti, ma bisogna sempre considerare che questo successo nell’export si sta consolidando in un periodo di crisi economica mondiale.

L’Italia si pone infatti al primo posto nel mondo per quanto riguarda la produzione di materie prime e prodotti tipici della dieta mediterranea; ad esempio – oltre ad essere primo produttore mondiale di pasta – si pone ai vertici mondiali anche per il vino, la frutta e gli ortaggi. In particolare il nostro Paese si distingue per la produzione di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, cavolfiori e broccoli, pere, lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie e castagne. Grandi e significativi anche le esportazioni di conserve di pomodoro.

Tutto questo – ha sottolineato la Coldiretti – si pone come base fondamentale per lo sviluppo del turismo gastronomico del nostro Paese, che nonostante la crisi continua a crescere, anche in virtù della vasta offerta di prodotti biologici e alla cultura sempre più diffusa dei farmer market, che propongono prodotti genuini, molto apprezzati sia in Italia che all’estero .

La dieta mediterranea ha un importante valore per l’economia, il turismo, l’ambiente e la salute per un Paese come l’Italia che ha saputo conquistare primati qualitativi e quantitativi” - ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

La lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell'umanità conta già 166 elementi, tra i quali il tango argentino e la calligrafia cinese, mentre per l’Italia la dieta mediterranea è il terzo elemento della lista, dopo l'opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo.

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