
Con il clima caldo arriva anche la voglia di comprare frutta e verdura fresca e di stagione. Ma se non potete fare la spesa tutti i giorni e non volete ritrovarvi alla fine della settimana con pomodori ammuffiti e verdure appassite, non rinunciate ai benefici di una dieta mediterranea per così poco.

Che la sostenibilità e l'attenzione all'ambiente debbano passare anche attraverso le nostre scelte alimentari e di consumatori è ormai un dato di fatto. Basti pensare alle centinaia di chilometri che gli alimenti che ci troviamo a consumare ogni giorno sulle nostre tavole debbono compiere per giungere fino a noi, accompagnati dalle relative ed ingenti emissioni inquinanti, o a come gli allevamenti intensivi siano considerati una delle fonti di maggiore produzione di gas serra del nostro pianeta, tanto da portare alcuni esperti ad affermare come una bistecca inquinerebbe più di un'automobile.

Pane integrale con pasta madre. Continua la carrellata di ricette dedicate al pane fatto in casa lievitato naturalmente: questa volta vi propongo delle pagnottine integrali, realizzate con la farina di tipo 2, ricca di fibre e sostanze antiossidanti.

Fare il pane in casa non è solo un modo per imparare l’arte di un mestiere antico e nobile, che con la routine e i ritmi della vita quotidiana tende a perdersi, ma anche un’occasione per scegliere con cura e personalmente le materie prime che mangeremo. Per riappropriarci dell’arte bianca e riscoprirne i valori, vi propongo una ricetta semplicissima: panini fatti con la pasta madre.

Al giorno d’oggi vivere senza frigorifero potrebbe apparire come un’impresa impossibile, oppure come una sfida a cui provare a dedicarsi in nome dell’ecosostenibilità. Basterebbe domandarsi quali misure attuavano i nostri nonni per conservare cibi quali frutta e verdura senza aver bisogno dell’enorme elettrodomestico che ora campeggia in tutte le nostre cucine. Una designer coreana ha provato ad applicare i consigli della nonna al fine di progettare alcuni contenitori che permettono di conservare i cibi più a lungo senza l’ausilio del frigorifero.

E' passato un mese dall’inizio di questo 2012…state mantenendo i vostri buoni propositi? Io, almeno per ora, non ho ancora disatteso i miei: mangiare più sano, evitare cibi elaborati, ma soprattutto smettere di comprare tutto ciò che la pubblicità ci propina continuamente. Fino a poco tempo fa, alcuni cibi confezionati erano rigorosamente inseriti nella mia lista della spesa. Ma, negli ultimi mesi, ho scoperto che il loro acquisto è completamente inutile (un applauso alla mia furbizia!): basta un pizzico di applicazione per produrli autonomamente.

Cucinare a casa è un enorme passo per iniziare a mangiare in modo più salutare. In questo modo avete il pieno controllo degli ingredienti e potete scegliere come preparare i vostri piatti. Potreste scoraggiarvi di fronte alle pubblicità che strategicamente cercano di convincervi a comprare l’ultimo gioiellino tecnologico “assolutamente indispensabile” se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti. Ebbene, io non ho mai avuto problemi di peso e nessuno mi ha mai fatto notare carenze nelle mie ricette: eppure non ho mai dato retta alla pubblicità…

Viviamo in una società ancora eccessivamente influenzata dalla cultura dell’usa-e-getta, ma sono molti i piccoli passi che ognuno di noi potrebbe compiere perché alcune abitudini ormai consolidate inizino a cambiare, a partire dalle nostre scelte quotidiane in qualità di consumatori. Se, ad esempio, siete tra coloro che utilizzano abitualmente la classica pellicola trasparente per avvolgere i cibi e proprio non riuscite a farne a meno, vi proponiamo alcune alternative riutilizzabili per sostituirla, che vi permetteranno di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti in cucina. E’ inoltre bene sapere che non tutte le pellicole sono uguali, perciò vi forniremo anche alcune informazioni in merito alle alternative presenti in vendita.

In Europa fino al 50% del cibo commestibile viene sprecato nelle case, nei ristoranti e nei supermercati, nonostante i 79 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà e le 16 milioni di persone che dipendono dagli aiuti alimentari. Secondo lo studio pubblicato dalla Commissione, infatti, se non si interverrà, lo speco di cibo crescerà del 40% entro il 2020.