
Un nuovo immenso buco nero, intento a fagocitare una stella. Lo ha scoperto uno studio condotto da Suvi Gezari del Department of Physics and Astronomy della Johns Hopkins University.

Superluna. Tra domani e dopodomani alzando gli occhi al cielo sarà possibile ammirare uno spettacolo non comune. Il nostro satellite infatti apparirà più grande del solito. Perché?

Costruire le miniere nello spazio, per garantirci quelle materie prime che sulla Terra stanno iniziando a scarseggiare. Tale progetto, che non è un nuovo film di fantascienza porta la firma tra gli altri, di James Cameron e Google, che di recente hanno fondato una società, la Planetary Resources, grazie alla quale si tenterà di cercare i minerali in cielo.

Hubble, famoso telescopio spaziale, il prossimo 24 aprile celebrerà i 22 anni di attività. E per festeggiare ci ha regalato un'immagine mozzafiato della nebulosa 30 Doradus, detta anche Nebulosa della Tarantola, una regione ricca di stelle in formazione, all'interno della Grande Nube di Magellano.

Envisat, il satellite dell'Esa che spesso ci ha fornito informazione fondamentali sullo stato di salute del pianeta ha fatto perdere le sue tracce. L'Agenzia spaziale europea sta tentando disperatamente di ripristinare le comunicazioni e un contatto col dispositivo, ma al momento Envisat risulta letteralmente sparito.

Per un pianeta affamato di energia come la Terra c’è bisogno di soluzioni energetiche sostenibili ed efficienti, per questo i ricercatori stanno valutando da tempo l’idea di utilizzare l’immenso potenziale dell’energia solare attraverso satelliti in grado di aprire nuovi scenari nel campo del fotovoltaico. È su questa scia che nasce, dopo il maxi programma solare di India e USA, SPS-ALPHA, acronimo di Solar Power Satellite via Arbitrarily Large PHased Array, un innovativo e unico concept biomimetico che accoglie in pieno la sfida del solare “spaziale”.

La luna e la Terra sono parenti e non alla lontana. A tracciare un nuovo ramo nell'albero genealogico che unisce il nostro pianeta col suo satellite naturale ci ha pensato uno studio dell'Università di Chicago che ha permesso di scoprire che parte dei materiali che compongono la Luna avrebbe avuto origine da una proto-Terra.