
Negli ultimi tempi le caraffe filtranti sono state al centro di diverse accuse, tra cui quella di poter peggiorare la qualità dell'acqua potabile, filtrando indistintamente sia le sostanze dannose che gli elementi benefici presenti nell'acqua potabile. Esse sarebbero inoltre state vendute senza particolari controlli e in base a disposizioni obsolete, inadeguate per la salvaguardia della salute. E', oppure è stato, davvero così? Ciò che sembra certo è che, a seguito dalla pubblicazione dell'ultimo decreto in materia, ogni consumatore possa acquistare in totale sicurezza qualsiasi sistema di affinaggio dell'acqua attualmente in vendita.

La travagliata storia delle caraffe filtranti sembra essere arrivata quasi definitivamente al capolinea: è arrivata la dura relazione tecnica del ministero della Salute firmata dal ministro Balduzzi, che accompagna il nuovo decreto sui filtri domestici per l'acqua. Il verdetto? Le caraffe filtranti non solo sarebbero una spesa inutile, ma potrebbero addirittura peggiorare la qualità dell'acqua potabile, eliminando, invece delle sostanze pericolose, le caratteristiche di potabilità, anche perché vengono vendute senza controllo e sulla base di vecchie disposizioni "inadeguate per la salvaguardia della salute".

Ridurre la vendita delle bottiglie di plastica nei campus statunitensi e incentivare l'uso di materiali riutilizzabili, come il vetro, e l'installazione di erogatori di acqua potabile gratuita in tutti i college universitari. Questa la battaglia portata avanti da centinaia di studenti americani, che negli ultimi mesi si sono uniti nel movimento attivista "Ban the bottle" (metti al bando la bottiglia) per ridurre la diffusione e il consumo di bottiglie di plastica nei campus.

La società Ferrarelle, nota per la produzione, l'imbottigliamento e la distribuzione di acque minerali ed altre bevande, è stata sanzionata dall'Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) con una multa da 30mila euro a causa di una campagna pubblicitaria in cui uno dei prodotti del marchio veniva definito "ad impatto zero", pur non essendolo. Il provvedimento è riferito in particolare a manifesti, etichette e volantini in cui si tentava ingannevolmente di convincere i consumatori della totale ecosostenibilità dell'acqua Ferrarelle confezionata in bottiglie da 1,5 litri. La sanzione – che definiremmo "simbolica" – speriamo possa portare sia i comuni cittadini che le autorità competenti a riflettere maggiormente sulle fuorvianti operazioni di greenwashing attuate dalle aziende nelle proprie strategie di marketing.

Acqua potabile, una buona notizia. Dal 1990 al 2010 sarebbe cresciuto del 12% l'accesso alle fonti di acqua pulita permettendo così il raggiungimento dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio 7, volto a dimezzare la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile.

Acqua all'arsenico. Prosegue lo stato d’emergenza relativo alle elevate concentrazioni di arsenico riscontrate nell’acqua destinata all’uso umano in alcuni comuni del Lazio. Il Governo ha deciso di prolungare l’allerta fino al 31 dicembre 2012 per quanto riguarda i cittadini delle zone interessate. Si tratterebbe di 11 comuni nella provincia di Roma, 8 comuni in provincia di Latina e ben 38 comuni in provincia di Viterbo, per un totale di oltre 300 mila abitanti. L’emergenza era scattata il 4 dicembre 2010, ma la soglia d’attenzione resta tuttora elevata nel Lazio. Dalla questione arsenico è stata toccata anche la regione Toscana, che a Franciana (Piombino) inaugura l’impianto più grande d’Europa per l’abbattimento dell’arsenico nelle acque potabili.

Una “super sabbia” i cui granelli sono stati rivestiti di ossido grafite, potrebbe risolvere i problemi di oltre un miliardo di persone che ancora non hanno accesso all'acqua potabile. Sarebbe in grado di purificare l’acqua con effetti 5 volte maggiori rispetto alla sabbia normale. È quanto emerge da uno studio condotto nel laboratorio di nanomateriali della Rice University del Texas .

Acqua pubblica. 26 milioni di cittadini lo scorso giugno hanno espresso il proprio volere riguardo alla questione, ma il Governo sembra non aver recepito il messaggio. Vogliamo che l'acqua sia pubblica. Più chiaro di così? Tuttavia, all'interno nel nuovo dl liberalizzazioni sembra non voler trovare posto la re-pubblicizzazione dell'acqua, così come non si è fatto alcun passo avanti sulla remunerazione del capitale investito, quel famoso 7% che dovrebbe alleggerire le nostre bollette.

L’acqua, fondamentale risorsa del Pianeta, sta rapidamente sparendo. La sua scarsità a livello globale si profila come la maggiore minaccia di crisi ecologica, economica e politica. L’oro blu, bene imprescindibile per la vita umana, è sotto minaccia. Soprattutto perché fa gola alle multinazionali e il suo business ha un valore immenso. Per questo, le più potenti aziende del pianeta si affannano nella corsa alla trasformazione di questa risorsa in bene commerciabile. Anche se questo significa estrazione sregolata e selvaggia dalle falde.