Obama a Oslo premiato con il Nobel per Pace 2009 | Stampa |
Giovedì 10 Dicembre 2009 19:34    Scritto da Mario Notaro

Obama_premio_nobel_per_la_paceLa dico subito. Ritengo Obama un potenziale Gandhi. L'ho sparata troppo grossa ? Cerco di mantenere l'obiettività, ma non sono sicuro di riuscirci, quindi sentiti in dovere di essere in disaccordo con me, se lo credi, e manifesta il tuo dissenso. Ma non mi farai cambiare idea, spero.

Oggi si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace, assegnato al presidente degli USA, Barack Obama. E proprio a Gandhi Obama si è ispirato nel discorso di accettazione, ma solo per sottolineare come sia un personaggio minore rispetto allo scomparso leader indiano.

Il Premio Nobel per la Pace raramente è stato assegnato ad una personalità coinvolta nello scenario politico internazionale da così poco tempo. Ma Obama ispira fiducia, non solo in America dove ha battuto nelle preferenze marpioni politici come McCain o donne forti anche nell'immagine, come negli apparati, come Hillary Clinton. Un outsider per le presidenziali americane, un outsider per il Nobel.


Ma ispira fiducia. E così deve essere stato anche per il comitato che lo ha proclamato, scegliendolo "tra tante persone che lo meritavano più di me" come ha tenuto a sottolineare lo stesso presidente americano.

Ed è umile, caratteristica poco diffusa nel Potere. Forse troppo. Voglio dire, se lo hanno premiato un motivo ci sarà. Invece il suo discorso è stato improntato nel porsi su un piano inferiore ai Grandi Nobel che lo hanno preceduto (Gandhi, Madre Teresa, Mandela). E a giustificare una guerra che chiunque ha approvato il giorno dopo l'11 settembre 2001. Uscire oggi dall'Afghanistan attuale farebbe male all'Afghanistan stesso, alla regione, al mondo. "Un movimento non-violento - ha detto durante la cerimonia - non avrebbe fermato i soldati di Hitler." E noi, fiduciosi, la pensiamo allo stesso modo.

E' solo all'inizio del suo lavoro e ha solo lasciato intravedere, anche con semplici strette di mano, il suo potenziale. E giustamente alcuni dimostranti hanno lasciato degli striscioni sulle strade di Oslo che attendevano il passaggio del corteo di Obama con scritto: "Hai vinto il premio, ora devi meritarlo". Lo penso anche io e lo sottoscrivo. Ma ci credo, ci voglio credere.

Io gli dò fiducia.

E gliene danno anche tante persone comuni, tanti personaggi politici e tanti leader di opinione, e per quanto riguarda il nostro lavoro, tante associazioni ambiantaliste. Di seguito alcuni loro commenti.

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia ha dichiarato: "È un’attestazione della sua abilità di guidare, ispirare e lavorare verso soluzioni effettive alle gravissime minacce che il mondo deve affrontare. Siamo stati felici di sentirlo affermare senza mezzi termini nel suo discorso per il ritiro del premio, che un’azione rapida e risoluta contro il cambiamento climatico è fondamentale per costruire una pace giusta e duratura”.

Anche Greenpeace si congratula con il Presidente Barack Obama per il Nobel per la Pace e lo invita a usare questa opportunità "per ottenere un accordo ambizioso, giusto e legalmente vincolante quando, la settimana prossima, parteciperà al summit delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici di Copenhagen".

Mario Notaro




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Commenti (3)
  • Gennaro  - Ora deve meritarlo
    Sottoscrivo anche io lo striscione degli attivisti. Ora deve meritarlo. Secondo me è un premio prematuro, non ha ancora fatto vedere niente !
  • Enrico  - Una premiazione troppo ottimista e azzardata
    Le promesse di Obama sono bellissime, ma concretamente rimangono tali. Forse, sarebbe ora che la gente pretendesse dei fatti concreti.
  • Michele  - La Seconda Guerra Mondiale?
    "Un movimento non-violento non avrebbe fermato i soldati di Hitler."
    Che senso ha paragonare la Seconda Guerra Mondiale alla guerra in Afghanistan? Il medio oriente non ha invaso e occupato mezza Europa, dal momento che sta ancora facendo i conti con otto anni di guerra nel proprio paese.
    Ma la cosa più sconcertante di una simile logica ne è la banalità, ovvero non possiamo permetterci di continuare a pensare di risolvere qualsiasi "problematica" solo nel momento in cui essa arriva agli sgoccioli. La Seconda Guerra Mondiale è scoppiata nel '39, ma il Nazismo, lo squadrismo e tutti gli estremismi violenti europei erano attivi da un bel pezzo. Come lo era il Mein Kampf, pubblicato più di 10 anni prima della guerra. Ora Obama non mi venga a dire che non se ne poteva fare nulla e che da un giorno all'altro l'Europa si è ritrovata con una pistola puntata alla testa e che soprattutto è esattamente ciò che è successo col medio oriente, perchè non è assolutamente così, ma soprattutto non è un esempio positivo e di progresso.
    Semplicemente ed efficacemente ha sfruttato una tematica viva e delicata a proprio favore.
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