
Devis Bonanni non ha ancora compiuto 28 anni. Quando ne aveva 24 ha deciso di cambiare la propria vita. Prima ha lasciato un buon lavoro da tecnico informatico, poi una bella cameretta nella casa di famiglia, una macchina e la tv. Ha deciso di andare a vivere in una baita nelle montagne sopra Udine. Terra aspra e non certo accomodante. Ha chiamato il suo appezzamento di terreno “Pecoranera”, lo stesso soprannome con cui lo indicavano in paese quando era adolescente. Ha iniziato a coltivare la terra, a vivere dei suoi frutti e a muoversi solo in bici.

Avete sempre desiderato un pannllo solare sul tetto? Costruitelo da soli! A far da sé, ci si diverte e si risparmia. Sì ma, a saperlo fare. Il tempo dei lavoretti in casa è stato sostituito da quello del divano con l’Ipad. Buono per la ginnastica del dito indice, ma un po’ meno per l’economia domestica.

Il cellulare di Domenico Finiguerra brucia in questi giorni. Lo chiamano per congratularsi, per intervistarlo, per invitarlo a parlare della sua esperienza. Da sindaco di Cassinetta di Lugagnano, un comune di 1800 abitanti, è diventato Personaggio Ambiente del 2011, conducendo battaglie sul consumo del suolo che pochi amministratori avrebbero avuto il coraggio di portare avanti. Molti altri, ora, stanno seguendo il suo esempio. Anche noi di greenMe.it, non abbiamo resistito alla tentazione di porre a Domenico Finiguerra qualche domanda.

Un’esperienza di socialità e di collaborazione che sta gradualmente diffondendosi anche nelle nostre città: ecco cosa sono gli orti e giardini condivisi, degli appezzamenti di terreno spesso lasciati incolti e abbandonati per anni, che riprendono vita e tornano ad essere produttivi e rigogliosi grazie all’iniziativa spontanea dei cittadini.

Marketing e rispetto per l’ambiente possono andare d’accordo. Anzi, possono addirittura formare una squadra vincente su più fronti. Può sembrare un’utopia, ma la forza di volontà di alcuni giovani casertani l’ha trasformata in un’affascinante realtà. “City4Bike” rivoluziona l’ormai consueta pubblicità sui mezzi di trasporto (autobus, treni e chi più ne ha più ne metta), riportando alla ribalta un mezzo che la maggior parte di noi tende a dimenticare dopo le scuole medie, ma che è il più ecologico di tutti: la bicicletta.