Creato Venerdì, 12 Giugno 2009 11:00 Scritto da Claudio Schirru

Nel mondo in cui viviamo oggi, il sistema di mercato che va per la maggiore è senza dubbio quello capitalistico. Tra pregi e difetti è quello che si è imposto e che scandisce una percentuale elevata degli scambi commerciali mondiali. Tutto questo porta purtroppo ad una serie di svantaggi che vanno a colpire ovviamente i paesi in via di sviluppo, dove alla mano d'opera non viene riconosciuto il giusto valore e le materie prime vengono sottratte a prezzi irrisori grazie al peso politico degli stati più potenti. Qui entra in gioco il Commercio Equo e Solidale.
Questa forma alternativa di scambi commerciali nasce in risposta ad un mercato che ha progressivamente peggiorato le condizioni di vita delle popolazioni più deboli, portando i livelli di povertà a picchi mai visti. In sostanza rappresenta la risposta credibile ad un sistema che continua a sfruttare molti per arricchire pochi.
La nascita del Commercio Equo e Solidale
Si fa risalire alla fine degli Anni '50, in occasione della nascita di "S.O.S. Wereldhandel", una fondazione creata da un gruppo di giovani del Partito Cattolico olandese a Kerkrade. Il passo che segna però in maniera decisa la direzione da perseguire è la fondazione di un'ONG inglese, l'OXFAM, costituita da dei quaccheri e da alcuni gruppi religiosi ad Oxford. Questa organizzazione si rende conto che i paesi poveri hanno bisogno non dell'elemosina dei Paesi ricchi, ma di un sistema commerciale che sappia metterli nelle condizioni di essere partner commerciali alla pari.
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Nel corso degli anni molti progressi e molte lotte sono state fatte, e soprattutto iniziative volte allo sviluppo del Commercio equo e solidale si sono sviluppate nel mondo. La prima in Italia risale al 1976, quando viene fondata la Cooperativa Sir John Ltd di Morbegno ( SO ) , che nel 1979 avvierà la vendita di prodotti artigianali in juta del Bangladesh.