
Contrails, chemtrails, controllo climatico. Tre parole per sintetizzare una domanda, alla quale, forse, nessuno darà mai una risposta. Tre parole intrecciate in un dibattito che prosegue da decenni, coinvolgendo la comunità internazionale. Riportato nelle aule del Congresso americano, trascritto in lettere destinate al Quirinale, convocato da chi, per amor di patria, è convinto che vi sia qualcuno capace di costruire la realtà, senza citar menzogne. E' nel silenzio delle autorità ufficiali, infatti, che spesso si cela la voglia di giustizia. Quando l'irlandese George Bernard Shaw scriveva che "tutte le grandi verità cominciano come bestemmie" non voleva offendere la Bibbia, ma ricordare che spesso l'umiltà ha la forza dell'indifferenza pubblica, in cui si perde qualsiasi dilemma. Perché parlare di scie chimiche - dicono - significa credere negli Ufo, essere un convinto dietrologista affamato di Voyager e Misteri. O, più semplicemente, essere pazzi.

Lo sapevate che ogni pasto percorre in media 1900 chilometri prima di giungere sulle nostre tavole? E che consumare prodotti locali aiuta la salute, le tasche e l’ambiente? Molto probabilmente la risposta è si, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme successo riscontrato già nel 2010 da Farmer’s Market, gruppi di acquisto solidale (GAS) e mercatini bio.

Se ti capita di mangiare, respirare e muoverti allora probabilmente la quantità di radicali liberi presenti nel tuo corpo aumenta sempre di più.

Lo sapevate che più della metà del regno animale è rappresentato dagli insetti? E il numero tende ad aumentare di giorno in giorno, motivo per cui non è difficile comprendere come mai questi minuscoli esserini diventino parte intima delle nostre case. Li troviamo nell’aria, sui tappeti, sui tavoli e negli armadi; in città come in aperta campagna ogni casa condivide molti spazi con questi piccoli e spesso invisibili invasori.

Abbiamo una notizia buona e una cattiva: la buona è che, rispetto al 2009, gli italiani nel 2010 hanno ridotto gli sprechi alimentari del 13,4 % (dati Adoc ). La cattiva è che, nonostante questo, ancora l'8 % del cibo acquistato finisce nel bidone dell'umido, il che corrisponde a circa 450 euro annui. E siccome noi vogliamo essere buoni con la Terra, abbiamo deciso di riunire alcuni suggerimenti per diminuire ulteriormente questa quota, assecondando l'adagio inglese che dice "utilizzare, consumare, arrangiare o farne a meno".