
Alla luce delle recenti confessioni sul suo passato da cicloamatore, probabilmente anche il Presidente del Consiglio Mario Monti sarebbe passato a dare un'occhiata allo stand di Ediciclo al cinquantesimo Salone del Libro di Torino.

Un piccolo arco segna il confine tra la Milano dei condomini e dei supermercati e quella della Cascina Cuccagna: 4000 mq di mattoncini e prato, chiacchiericcio e bicchieri di vino, orti e biciclette.

E' possibile, nella società contemporanea, vivere senza soldi, senza lavoro, ma condurre in ogni caso una vita dignitosa e non completamente isolata dal mondo? Non si tratta di una provocazione, ma della scelta di vita concreta e coraggiosa effettuata dodici anni fa dallo statunitense Daniel Suelo, che nel 2000 ha rinunciato completamente al possesso di denaro, facendo a meno di guidare l'automobile, liberandosi della propria patente di guida e dei documenti di identità e scegliendo come propria dimora una caverna situata nello Stato dello Utah.

Un "negozio" davvero particolare dove non servono banconote, né monete per prendere ciò che ti serve. L'idea è di quelle colpiscono: si tratta di "Passamano", il primo non-negozio basato sulla filosofia del recupero e del riutilizzo, dove cioè si "compra" senza pagare, perché gli oggetti non hanno prezzo. Anzi, qui si possono prendere e portare senza denaro in cambio.

Una pala, un piccone, un terreno sufficientemente spazioso e tanto impegno. Basta poco per salvare la vita agli alberi, come dimostra Bernie O'Brien, un uomo di Seattle con uno spiccato pollice verde, che ha accolto almeno 500 esemplari indesiderati che rischiavano di essere rasi al suolo o di venire semplicemente tagliati. Erano diventati troppo grandi, facevano troppa ombra o magari dovevano solo far spazio a qualche nuova costruzione. Sarebbero stati eliminati per sempre dalla faccia della terra se quest'uomo appassionato non avesse deciso di venire in loro aiuto.

Togliamo di torno i pregiudizi: le api non pungono, a meno che non ci si dimeni di fronte a loro o le si disturbi. Sentono l'odore della paura, ma non sono animali predatori che devono difendere la propria preda: i fiori e il nettare sono risorsa diffusa e l'uomo non rappresenta un pericolo ai loro occhi. Detto questo possiamo iniziare a parlare di apicoltura in città.

Un casale e 110 mila metri quadri di terreno dove, tra querce, castagni e noci, convivono felicemente pecore, cani, gatti, ratti e topi, conigli, cavie, galline, tartarughe, oche e maiali. Tra i 100 e i 150 animali, tutti liberi. Gironzolano o passano le giornate in grandi recinti adatti alle loro esigenze, pensati non solo per la sopravvivenza, ma anche, e soprattutto, per il recupero e la rinaturalizzazione. Tutto questo è ValleVegan, una Fondazione nata a gennaio del 2006 che ha sede in un terreno riscattato da un grande allevatore che, dismessa la propria attività, aveva abbandonando molti dei suoi animali, tutti gravemente malati. Ora sono sotto la cura degli attivisti e, insieme a loro, ci sono tanti altri animali che hanno subito torture, reclusioni, derisioni, privazioni da parte dell'uomo.

C’era una volta un padre che sapeva riparare una presa elettrica pericolosa; una madre che faceva il pane in casa e lo conservava per tutta la settimana, uno zio che sapeva coltivare un piccolo orto. C’era, appunto. Perché oggi, una parte di quel sapere “popolare”, l’abbiamo dimenticato, accantonato, messo sotto lo zerbino. Lo consideriamo superfluo, superato, poco tecnologico. L’abbiamo dato in comodato d’uso a qualcun altro che della nostra dipendenza fa uno strumento di potere: in materia di prezzo, di scelta, di quantità, di modalità di produzione.

Meglio un vicino vicino che un amico lontano. La sempre più frequente solitudine sociale e la scarsezza di rapporti di buon vicinato, sono una delle perdite più dolorose dell’ homo urbans. Anche Ferrara, considerata una città amata dai ferraresi, denuncia però una forte perdita della dimensione di quartiere e buon vicinato, con forti ripercussioni negative nella sfera privata. Il concetto della COMUNITÀ COHOUSING è una delle risposte migliori a questo problema: unisce insieme i vantaggi tradizionali dell'essere padrone della propria casa con quelli di avere in co-proprietà certi altri servizi ( cortile, orti, una cucina, una biblioteca….) oltre al recupero di rapporti stretti con i vicini di casa.